La parola e il gesto- L’esercizio: riempiamoci di un’emozione

La qualità di un attore si percepisce da come riesce a rendere un’emozione attraverso il corpo rappresentandola in perfetta simbiosi, o in perfetta antitesi, con il testo che pronuncia.

Nelle nostre lezioni diciamo spesso che la parola è solo la stazione finale di un gesto fisico. Un attore deve far partire la parola da un moto interiore, da un’emozione, da un movimento. Non conta tanto la parola, quanto il moto interiore che la sostiene. Senza un moto interiore che le dà sostanza, la parola perde di appeal, diventa gelida informazione. La rappresentazione diventa noiosa, insopportabile.

Non è necessario frequentare corsi di teatro per capire quante siano vere le affermazioni precedenti. Basta guardarci intorno, osservare la vita che vive, parlare con le persone, ascoltarle e renderci conto che le loro parole arrivano se alla base di esse viene percepita una sincerità interiore. Se così non è, le parole vengono dimenticate, Tutti, ogni giorno, siamo tartassati da call center di operatori telefonici che ci propinano offerte, quasi tutti tendiamo a staccare subito la conversazione perché percepiamo la mancata sincerità dell’interlocutore; percepiamo una distonia fra il suo moto interiore e le sue parole. Se per lui non fosse un lavoro per il quale conferisce emolumenti, non ci contatterebbe, non perderebbe tempo con noi, magari farebbe l’abbonamento telefonico con un’azienda diversa da quella che ci propone. Dopo un po’, appena li stiamo ascoltare ci vengono a noia, tendiamo ad interrompere la conversazione.

Per un attore è la costruzione del moto interiore che rende verosimile ciò che dice.

Le emozioni per essere trasmesse bisogna conoscerle.

Proponiamo ora un piccolo esercizio, ribadendo la difficoltà di farlo capire attraverso l’uso della scrittura. Se provate a farlo, non fatelo davanti ad uno specchio, ma davanti ad un osservatore che vi fa da pubblico.

L’esercizio è il seguente:

I Fase

Scegliete un’emozione da rappresentare in modo eccessivo.

II Fase

Immaginate che il vostro corpo sia una bottiglia.

III Fase

Immaginate di riempire ogni parte del vostro corpo, comprensiva del volto, con l’emozione che avete scelta.

IV Fase

Cercate di mantenere il vostro corpo pieno dell’emozione rappresentata in modo eccessivo per quanto più tempo possibile (minimo 15 secondi)

Osservazione: Troverete molto difficile conservare, per ogni emozione scelta, l’intensità dello sguardo. Gli occhi, in questo esercizio, sono la parte più difficile da controllare. Un buon osservatore noterà repentinamente da essi il calo d’intensità dell’emozione che state rappresentando.

Francesco Scotto- Linguaggi Trasversali per www.proteatro.it

moliere

 

 

Rispondi